Rocce calcaree e pini mughi sulla cresta del Monte Baldo, con il Lago di Garda e le montagne della sponda opposta
Il Lago di Garda dalla cresta del Monte Baldo — foto: Katzwiekatzkann · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons

Chi soggiorna sulla sponda veronese del Garda ha sempre il Monte Baldo alle spalle. È la lunga dorsale che separa il lago dalla valle dell'Adige, una muraglia verde e grigia che al mattino si accende di luce e la sera si colora di rosa. Anche Pai di Sopra, dove si trova L'OF 1823, è adagiata sulle sue pendici: basta uscire di casa per sentirne la presenza.

Ma il Baldo non è solo uno sfondo spettacolare. Da secoli botanici e naturalisti lo considerano uno dei luoghi più ricchi di piante di tutto il continente, tanto da meritare il soprannome di "Giardino d'Europa".

Una montagna tra il lago e la Vallagarina

La catena del Monte Baldo si allunga per circa 40 chilometri tra il Lago di Garda, a ovest, e la Vallagarina, a est, a cavallo tra Veneto e Trentino. La vetta più alta è la Cima Valdritta, che raggiunge circa 2.218 metri. Il dislivello rispetto alla riva del lago è impressionante: in pochi chilometri si passa dagli ulivi della costa ai boschi, ai pascoli d'alta quota e infine alle rocce calcaree della cresta.

È proprio questa differenza di quota, unita all'influenza mite del lago, a spiegare la straordinaria varietà di ambienti che si incontrano salendo. Sui versanti più bassi crescono olivi, viti, castagni e piante di gusto quasi mediterraneo; più in alto si trovano faggete e conifere; sopra il limite del bosco compaiono i pini mughi, i pascoli e la vegetazione tipica delle rupi alpine.

Perché si chiama "Giardino d'Europa"

La fama botanica del Baldo è antica. Già nel 1566 lo speziale veronese Francesco Calzolari pubblicò "Il viaggio di Monte Baldo", un piccolo libro che racconta le sue escursioni sulla montagna ed elenca centinaia di piante: una delle prime guide botaniche di questo territorio. Nei secoli successivi il monte attirò studiosi da molti Paesi, e il soprannome di "Hortus Italiae", giardino d'Italia, si allargò fino a diventare "Hortus Europae".

A rendere unico il Baldo sono soprattutto le specie endemiche, piante che crescono solo qui o in pochissimi altri luoghi. Alcune portano il nome della montagna nel loro nome scientifico, come l'Anemone baldensis. Durante le ultime glaciazioni, infatti, alcune zone del massiccio sarebbero rimaste libere dai ghiacci, offrendo un rifugio a specie che altrove sono scomparse. Tra la primavera e l'inizio dell'estate le fioriture in quota sono uno spettacolo che vale da solo la salita.

Consiglio pratico: le piante del Baldo sono un patrimonio fragile. Fotografatele quanto volete, ma non raccoglietele e restate sui sentieri segnati, soprattutto nelle zone di alta quota.

L'Orto Botanico di Novezzina

Per conoscere da vicino la flora della montagna, una tappa preziosa è l'Orto Botanico del Monte Baldo, in località Novezzina, nel comune di Ferrara di Monte Baldo, a circa 1.230 metri di quota. Nato alla fine degli anni Ottanta, ricostruisce i diversi ambienti naturali del massiccio, dalle rupi alla faggeta, dal pascolo alle zone umide, e ospita un gran numero di specie spontanee del Baldo, comprese diverse endemiche. L'Orto è aperto nella bella stagione: per periodi di apertura e visite guidate consultate i canali ufficiali prima di andare.

Come salire sul Baldo

Ci sono diversi modi per vivere la montagna, a seconda del tempo e della voglia di camminare:

  • In funivia da Malcesine: il modo più spettacolare per arrivare in quota, con le cabine che salgono sopra il lago. Ne parliamo nella guida Malcesine e la funivia del Monte Baldo.
  • In auto: le strade che salgono dall'entroterra veronese portano ai paesi e agli altopiani del Baldo, da cui partono molti sentieri. Sono strade di montagna, da percorrere con calma.
  • A piedi: una rete di sentieri collega la costa alle quote più alte. Per le escursioni impegnative servono esperienza, attrezzatura adeguata e un occhio attento al meteo.

Il Baldo vicino a casa

Non serve arrivare in vetta per godersi la montagna. Le pendici che circondano Pai di Sopra offrono passeggiate tranquille e scorci improvvisi sul lago: il Sentiero panoramico Pai–Crero, la Chiesa di San Marco con la sua terrazza panoramica e le Incisioni rupestri di Crero raccontano un territorio abitato e amato da sempre. Per chi arriva dalla città, basta una mattinata tra ulivi e muretti a secco per sentire il ritmo rallentare.

A Pai di Sopra il Monte Baldo accompagna la giornata fin dal mattino. Dopo la colazione servita nella sala al piano terra, potete scegliere se salire in quota o scendere verso il lago; la sera, al rientro nelle nostre camere matrimoniali pensate per soli adulti, la montagna sarà ancora lì, a vegliare sul vostro riposo.

Il Monte Baldo da L'OF 1823

Volete esplorare il Giardino d'Europa partendo dalle sue pendici? Scriveteci per verificare la disponibilità delle camere a Pai di Sopra.